martedì 7 ottobre 2008

EloElo



Finalmente sono riuscito a strappare un'intervistona ad uno dei talenti emergenti del nostro Bel Paese, EloElo :


Vero nome?

Eleonora Carlini

Anni?

Vado per i 23 °_°

Città?

Roma

Colore preferito?

Ne ho più di uno: fucsia – turchese - viola

Film preferito?

Wasabi :°°D

Artista preferito?

Egon Schiele

Matita o penna?

Penna :D

Colorazione al pc o classica (a mano) ?

Digitale, ma ho sempre bisogno del contatto diretto con la carta; quindi non smetterò mai di utilizzare il mio blocco degli schizzi ^^



Il tuo nome d’arte (EloElo) come e in che occasione nasce?

Nasce nel periodo in cui ero alle elementari; una mia compagna di classe mi iniziò a chiamare Elo, diceva che le piaceva di più. E considerando che Ele come diminutivo l’ho sempre odiato dopo alcuni anni, precisamente all’inizio della mia “carriera artistica” (se così vogliamo chiamarla): ho rispolverato i miei lontani ricordi di infanzia :D
La ripetizione è voluta per enfatizzare la mia doppia personalità ehehe

Veniamo alla tua carriera artistica. A che età hai scoperto di avere questa passione per il disegno?

Sembra stupido o scontato, ma fin dove arriva la mia memoria io ho sempre disegnato. Certo, da bambina non avrei mai immaginato di arrivare a farne un lavoro. Ma è stata una passione che pian piano è andata concretizzandosi in età adolescenziale.

Che scuole hai frequentato per perfezionare le tue conoscenze artistiche?

Beh, ho frequentato l’Istituto d’Arte qui a Roma, con indirizzo in Arte e Moda del Costume; la scelta di questo percorso è stata del tutto personale, nel senso, che per colpa della mia costituzione esile ho sempre trovato enormi difficoltà nel trovare la mia taglia e l’intenzione era quella di provvedere da sola a riempire il mio guardaroba, ehehe…non ho mai aspirato a diventare una stilista o entrare nel campo della moda.
Oltre al normale percorso didattico del mio corso, ho anche intrapreso altre strade artistiche come autodidatta (ho avuto sempre un grande entusiasmo, volevo imparare tutto e saper fare tutto): la scultura e la pittura sono state le prescelte, fino ad arrivare all’artigianato. Con molte mostre mercato al seguito.
Ma alla fine di tutte queste sperimentazioni, mi trovavo sempre davanti ad un blocco con una matita (o penna) in mano a disegnare per ore…di notte, di giorno.
Dopo il mio esame di maturità (che fu proprio incentrato sulla narrativa favolistica) decisi che era arrivato il momento di prendere seriamente le mie decisioni. Ho rinunciato a molte cose e ho impostato la mia vita professionale sull’illustrazione.
E da qui ho deciso di iscrivermi alla Scuola Internazionale dei Comics, al corso di Illustrazione (triennio), che concluso quest’anno. Mi ha aiutato moltissimo sotto il punto di vista del perfezionamento della tecniche pittoriche, ma ho anche avuto modo di ampliare le mie conoscenze artistiche con diversi stili…allontanando completamente i manga; che ora detesto profondamente °_°

I tuoi genitori ti hanno sempre appoggiata?

Mia madre sempre, mio padre non era dello stesso avviso…anche se ormai sembra essersi rassegnato, spera sempre in cuor suo che rinsavisca…bah :D ma sono sempre stata una persona testarda, ho sempre voluto prendere le decisioni da sola e per quanto potessero scatenarsi liti in proposito, non ho mai mollato la presa su quale strada volevo percorrere. Questo lato del mio carattere è una arma a doppio taglio…

Ho notato, sbirciando sul tuo sito, che hai creato dei tuoi personaggi. Hanno particolarmente attirato la mia attenzione le due scatenate Sindy e Mindy. Raccontaci di loro.

Ahahaha! Le mie bambine!! Sindy e Mindy sono uscite dalla mia penna nel 2007; Mindy (la chioma rosa) è stata la prima a nascere (io adoro i capelli rosa/fucsia!). Prima si chiamava Greta e sarebbe dovuta essere la protagonista di una storia di un libro che stavo scrivendo…per bambine, dal titolo “Li Volevo Rosa Maiale”. Ma avendo appurato che non riuscivo a sopprimere le mie tematiche “piccanti” e “volgari”, di certo non adatte ad un target di adolescenti, ho abortito il progetto.
Per poi trovarmi a riflettere su una domanda ben precisa: “dove potrebbero pubblicare i miei lavori?”…e subito mi sono venute in mente quelle rubriche allucinanti (perché SONO ALLUCINANTI!!) su riviste come Cioè o Top Girl: con quelle domande assurde…con quelle risposte ancora più assurde. E così, per voler ironizzare sulla cosa, mi sono detta “e perché non creare una coppia di amiche legatissime, che si confidano i loro segreti e le loro esperienze?”
Ma servivano dei nomi che marcassero ulteriormente questo legame forte un po’ come “Pappa e Ciccia”…”Aglio, Olio”, un po’ a giochino di parole. Quindi:

Sindy&Mindy




Hai pubblicato qualche cosa in questi anni?

Pubblicare eh…una parola che mi sta ossessionando da mesi, no ormai credo che sono arrivata anche ad un anno pieno ehehe. Di cartaceo ancora NIENTE! E la cosa comincia ad irritarmi al quanto. Ma per il mio carattere (come dicevo prima) non mollo. Commissioni si, ne ho fatte parecchie, rivelatesi tutte della grandissime “sòle”, come si dice qua a roma :D. Il mercato italiano non lo trovo per nulla confortante. Sono molto scettica a riguardo e ho perso completamente la mia stima per questa nostra nazione. Ma vabbè, non la tiro per le lunghe che troppo avrei da vomitarci sopra ^_^.
Ma il barlume di speranza è arrivato dall’estero a fine 2007. Ora lavoro per uno studio francese ad un progetto a quattro mani: Robot Lolita. Storia di Fabrice Sapolsky, disegni e colori by eloelo :D
Che dovrebbe vedere le prime luci il prossimo anno: forse con un albo tutto suo.
Ma almeno ho trovato persone serie ed affidabili, molto esigenti, ma precise in tutto!

Ti ispiri a qualcuno o a esperienze reali per i tuoi disegni o sono prodotti esclusivamente della tua mente?

Beh, ahaha! Come mi rimproverava sempre il mio insegnante “MA LA VUOI SMETTERE DI DISEGNARTI?!” ...la mia musa ispiratrice: Me Medesima.
Chiaramente oltre a me, nei miei lavori c’è tutto quello che ruota intorno alla mia vita, quindi i miei amici, le situazioni che vengono a crearsi…comiche e spesso assurde; che alla fine mi portano ad elaborare dei progetti contorti. Purtroppo per colpa del tempo riesco a realizzarne uno scarso 30% di quello che mi passa per la testa (colpa anche della pigrizia XD).

Ci sono artisti che preferisci e che ti hanno un po’ condizionato nello stile?

Certamente si! Quasi inutile dirvi quanto io adori Alessandro Barbucci…la sua mano…l’impostazione sublime delle tavole..le idee…ne sono talmente affascinata che sono arrivata a pensare di ibernarlo e lasciare fuori solo la sua abile mano lavoratrice :°°D
Poi certo, oltre a lui, adoro Clariè Wendling, altro mostro della natura. Ha uno stile versatilissimo e adoro i suoi animali! <3>


Ho anche letto che stai lavorando per la Francia. Come mai ti hanno commissionato lavori editori esteri e non italiani?

Eh, per quello che ti accennavo prima. Il mercato italiano non può di certo definirsi “libero”. Ma a parte questo, ho avuto modo nella mia piccola esperienza, di appurare che noi italiani non sappiamo dare il giusto VALORE alle cose e siamo un popolo di ignoranti. L’arte qua, non viene considerata quando dovrebbe; e parlo di arte a 360°. Quando possiamo vedere tutti che è una risorsa inesauribile se utilizzata nel modo giusto. Basta uscire di casa, scambiare due parole con qualcuno per accorgersi di come il lavoro dell’illustratore, del fumettista, del pittore, dello scultore…fino ad arrivare al musicista o all’attore. Non siano considerati dei lavori; esempio:

Tizio A: che fai nella vita?
Elo: sono Illustratrice
Tizio A: che?
Elo: illustratrice, sai quelle illustrazioni che vedi nei libri…quelle figure che vengono accoppiate alle parole in un libro…di solito…
Tizio A: ah…davvero?...si ma di lavoro proprio, che fai?

Quanti artisti possono giurare di non aver mai questo tipo di conversazione?
In Italia il lavoro non è sinonimo di “divertimento” o ti spezzi la schiena nei campi, o grappoli di emorroidi in una banca, o qualsiasi altro lavoro tra i più comuni.
Il problema è che l’italiano ha smesso di sognare…o forse non l’ha mai fatto.
Ecco perché l’estero è sicuramente la soluzione più stabile lavorativa.


Come ti trovi a lavorare per qualcuno? La tua vita è cambiata, ti senti diversa, più sotto pressione?

Sicuramente si, è cambiata. Pressioni tante, stress idem. Ma alla fine è la strada che ho scelto, la amo così com’è.
Lavorare per qualcuno non è una cosa semplice: almeno all’inizio della collaborazione, quando ci si conosce poco e non si sa bene come soddisfare l’altro. Ma è una cosa che si acquisisce con il tempo e con molta pazienza.

Hai partecipato a qualche fiera del libro-fumetto o a qualche evento recentemente?

Di recente nessuna. L’ultima a cui ho partecipato è stata la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi su a Bologna. E’ davvero un evento molto valido, sei a contatto con molti colleghi nazionali ed internazionali e hai modo di far colloqui con case editrici di tutto il mondo. Senza tralasciare il particolare che è una fiera aperta ai soli lavoratori del settore. Non ci sono distrazioni di nessun tipo.


Il tuo sogno nel cassetto?

Beh, che domande! Conquistare il mondo! XD ma al momento mi accontento di raggiungere il mio primo traguardo: la prima pubblicazione, che sigillerò con il mio primo tatuaggio! Ahaha! :D

1 commento:

Elisa.M ha detto...

Non vedo l'ora che esca l'albo a cui stai lavorando per la Francia! Lo comprerò sicuramente ^__^