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martedì 8 settembre 2009

A grandi passi verso il professionismo : Ilaria Catalani


Nome?

Ilaria Catalani

Anni?
20

Città?

Civitavecchia (Roma)

Allora Ilaria, stai ancora studiando alla Scuola di comics, sei al secondo anno ma sembri già lanciata verso il mondo professionistico del fumetto. Come è nata la tua passione per il disegno?

Diciamo che è stata un pò una cosa naturale...
Sin da quando ero piccolissima sono sempre stata attratta dalle arti figurative,sostenendo di voler fare la pittrice (hahaha), un sogno ormai andato da tempo.
Poi ho cominciato ad interessarmi al fumetto. In poche parole disegno da quando ero piccola, anche se ho cominciato a farlo ‘seriamente’ intorno ai 13 anni.

Quali fumetti e autori ti hanno maggiormente influenzato ?

Sono della generazione dei ragazzi cresciuti a “pane e Manga”, quindi diciamo che sono stati soprattutto gli autori giapponesi ad indirizzarmi verso il lavoro.
Non ho un autore giapponese preferito, mi lascio ispirare da molti.
Per quanto riguarda invece influenze occidentali, sono stata innamorata per molto tempo dei mostriciattoli di Tim Burton. Ora seguo molto Claire Wendling (o almeno ci provo), Pierre Mony-chan, Tatsuyuki Tanaka ed altri disegnatori non professionisti ,sia occidentali che orientali.

Cosa pensi del fumetto "sottovalutato" in Italia ?

E’ una questione che mi sta molto a cuore.
Penso che l’errore più grande sia soprattutto da parte degli editori che non hanno la voglia (il coraggio?) di rischiare, riproponendo sempre temi triti e ritriti..(vedi teenegers alla moda con poteri magici per le femmine e “supereroi” per i maschi.)
Ovviamente l’errore più grande è quello del pubblico, ignorante dinnanzi certe cose.
La cosa che mi fa imbestialire di più è infatti l’idea di Fumetto=Libretto per poppanti, ignorando quanta mole di lavoro e passione ci sia dietro ogni albo e/o rivista.

Quali sono le tecniche che prediligi ?

Mmh beh, devo ancora trovare la mia strada, ho ancora molte cose da sperimentare...ora come ora non saprei davvero dire.

Hai pubblicato qualcosa nonostante la, sin qui, breve carriera ?

Purtroppo no, e non credo di essere ancora pronta. Ancora un paio d’anni e poi ci proverò in tutti i modi! Promesso!



Progetti futuri ?

Imparare MOLTO e diventare una professionista.

Qual è il tuo sogno nel cassetto ?

Eeeew ne ho moltissimi...
Il più grande (e spero che si realizzi) è quello di lavorare come fumettista autoriale (In Francia o Giappone...anche se la mole di lavoro di quest’ultimo paese mi spaventa.).
Raccontare storie mie ed emozionare le persone.
Vorrei cambiare il linguaggio del fumetto occidentale, certe volte (secondo me) troppo riassuntivo e veloce.
Fare in modo che le persone si affezionino ai personaggi delle mie storie.

Sogno di lavorare anche come character designer di videogiochi prodotti da case famose.
Insomma non sto ad elencare tutti i miei sogni, anche perchè non finirei più.


martedì 1 settembre 2009

Scrivere e creare alla corte dell'Impero Disney ... Giorgio Salati




Nome ?

Giorgio Salati

Anni ?

30

Città ?

Milano

Ciao Giorgio, ci vuoi spiegare come e quando è nata la tua passione per il mondo del fumetto?

E’ nata in tenerissima età, tanto che non riesco a ricordarne l’inizio. I miei compravano Topolino già a mio fratello prima ancora che io nascessi, e su quelli imparai a leggere. Buona parte del mio “avviamento” alla passione fumettistica la devo quindi a mio padre, che già ne era appassionato, in particolare Barks, Asterix, Schulz, Jacovitti… Su questi fumetti coltivai la mia passione, passando poi ai Bonelli in adolescenza. Però, durante quel periodo cominciai anche a interessarmi di musica e letteratura. E’ così che sul finire dell’adolescenza abbandonai un po’ i fumetti per dedicarmi più ad altro. Sempre in quel periodo “post-maturità”, cominciai a interessarmi seriamente alla scrittura, frequentando corsi di scrittura creativa e sceneggiatura cinematografica. Dopo un po’ però mi resi conto che sul fumetto ero molto più ferrato che in qualsiasi altro campo di scrittura, così decisi di iscrivermi al corso di sceneggiatura presso la Scuola del Fumetto di Milano, dove incontrai l’insegnante – ora collega e amico – Riccardo Secchi, che con un misto di passione, competenza e disciplina mi insegnò le basi di un mestiere bellissimo. Avevo 23 anni e tanta energia! In quel periodo ricominciai a leggere tantissimi fumetti, scoprendo quello che mi ero perso: per quanto riguarda i Disney italiani, PKNA, MMMM, Topolino Noir. Poi Calvin & Hobbes, Frank Miller, Alan Moore… Quest’ultimo è ormai uno dei miei modelli principali in fatto di narrazione.

Come sei arrivato sul “pianeta Disney” ?

Quando mi iscrissi alla Scuola del Fumetto il mio obiettivo principale era di poter un giorno scrivere per Mister No, che però oggi ha chiuso! In adolescenza era sicuramente il mio fumetto preferito. Procedendo col corso, però, Secchi mi disse che ero portato per scrivere Disney, soprattutto per una propensione nell’uso di dialoghi brillanti. Ottenni poi un indirizzo e-mail (non dico come!) di un editor di Topolino, Davide Catenacci (aspiranti autori che leggete, non chiedetemelo, non sono autorizzato a darvelo!). Gli mandai quello che ritenevo essere un bel malloppo: una decina di lavori tra soggetti, tavole autoconclusive e sceneggiature. Catenacci mi convocò, e riassumendo, il succo del suo discorso era: “Ok, sei in grado di scrivere per Disney, vedi ora di mandarci un soggetto che vada bene”. Dopo la fatica che avevo fatto per il materiale che gli avevo mandato, fu un po’ un colpo, ma non mi persi d’animo e mi misi al lavoro.
Nacque così il soggetto della mia prima storia pubblicata: “Paperina alla riconquista di Paperino”. In quell’occasione ricordo anche che Catenacci per farmi l’esempio di come doveva essere strutturata una serie di autoconclusive, disse il primo titolo che gli venne in mente: “Pippo al mare”. Decisi così di scrivere proprio una serie “Pippo al mare” per dimostrargli che avevo abbastanza inventiva da scrivere qualsiasi cosa, che ero in grado di rispettare richieste redazionali senza comunque rinunciare a creatività e stile personale. Insomma, in poche parole… Avevo voglia di lavorare e si vedeva! Fu così che mi furono approvati i miei primi lavori. Quando firmai il contratto con la Disney era l’estate del 2003, avevo ancora 24 anni. Fu il classico desiderio che si avvera.

(Nella foto sotto una storia di Giorgio : "Commissariato di topolinia : sezione scomparsi" pubblicata su Topolino num. 2803 edisegnata da Francesco D'Ippolito, ndr)


Per quali testate disneyane lavori?

Principalmente Topolino, ma ho avuto la gioia di vedere molte mie storie pubblicate in parecchie testate Disney straniere: in tutta l’Europa del Nord e dell’Est, poi Francia, Grecia, Brasile, e prossimamente addirittura Stati Uniti. Altro desiderio che si avvera, quindi. La Disney però non è l’unica ad averti come sceneggiatore.In passato ho avuto modo di sceneggiare diverse storie per la defunta testata New Ort, pubblicata dai supermercati Esselunga. Recentemente ho sceneggiato quattro numeri del fumetto Huntik edito dalla Rainbow, in edicola in questi mesi. Una mia tavola disegnata dal bravo Emanuele Tenderini è stata pubblicata sulla rivista Mono n.6 (tuttora acquistabile online sul sito dell’editore Tunuè) a fianco di nomi di grande rilievo come Alfredo Castelli e Vittorio Giardino (me la tiro parecchio per questo fatto!). Esulando dai fumetti, in passato ho pubblicato alcuni racconti, ho partecipato in qualità di autore ad alcuni laboratori di cabaret, e dal 2005 collaboro anche con la Settimana Enigmistica. Altri lavori di sceneggiatura in questo momento non mi vengono in mente, dovrei andare a controllare sul mio curriculum!


(Altra storia scritta da Giorgio intitolata "Paperino e il fastidio sqillante" disegnata da Luciano Milano e pubblicata sul n. 2797 di Topolino, ndr)


Un’altra tua grande passione è la musica, giusto?

Sì, diciamo che la musica per me è come l’ossigeno. Ho iniziato a suonare a circa nove anni. I miei strumenti principali sono la voce e la chitarra. Il mio gruppo principale si chiama KICKSTART, un trio, facciamo alcune cover e brani originali. Potete sentirne qualcuno qui: http://www.myspace.com/kickstartitaly . Il genere è hard rock, con parecchie influenze “seventies”. Poi canto nei SALTY BROS : siamo un duo acustico, facciamo tutte canzoni rock anni ‘60/’70, insomma… roba da hippie! Potete trovarci qui: http://www.myspace.com/saltybros . Come potrete capire anche dal nome, siamo io e mio fratello. Poi faccio anche il dj rock, e ho diversi altri progetti musicali… Potete seguire le mie varie attività musicali qui: http://www.myspace.com/joesaltymusic .

Hai progetti personali che andranno in porto a breve?

Per quanto riguarda la musica, coi KickStart stiamo lavorando sui pezzi nuovi e speriamo di non metterci troppo a registrare un nuovo album. Coi Salty Bros invece suoneremo domenica 20 settembre orario aperitivo al VIOLET, nel Parco Milano Oltre, a Segrate. Per quanto riguarda il mio lavoro come scrittore-sceneggiatore ho diversi progetti per i quali sono in attesa di risposte, perciò per ora sono top-secret… Ma appena avrò notizie certe ve le farò sapere in anteprima!

Il tuo sogno nel cassetto?

Posto che – come già detto – alcuni ne ho già realizzati, ne restano comunque molti altri. Riuscire per esempio a pubblicare degli album distribuiti bene, suonare un po’ anche all’estero. Nel campo della scrittura mi piacerebbe diventare un autore affermato non solo per Disney (che resta il mio primo amore) ma anche con altri fumetti, sia seriali che eventualmente romanzi a fumetti miei personali; poi poter scrivere per l’animazione, la fiction, il cinema… Ma sopra a tutti ho un sogno in particolare: quello di scrivere, comporre ed eseguire un MUSICAL. E lo dico con cognizione di causa: un soggetto per la storia già ce l’ho, e alcune musiche le ho già composte. Chissà se prima o poi ci riuscirò…

Giorgio : "Ringrazio “Il Mondo Siamo Noi” per questa intervista, auguro il meglio a voi e ai vostri lettori, e soprattutto vi invito a leggere le mie storie, ascoltare le mie canzoni, e a venirmi a trovare sul mio blog http://www.giorgiosalati.blogspot.com/ !

mercoledì 26 agosto 2009

Mirka Andolfo



Nome

Mirka

Anni

20

Città

Napoli

A che età sei entrata nel mondo del fumetto?

A dire il vero non mi considero ancora parte di questo mondo, anzi c'è un bel pò di strada da fare prima di poter dire questo, sto ancora imparando e cerco di muovere lentamente i primi, timorosi passi.
E' da questa primavera che sto lavorando come colorista ad un fumetto intitolato "Sideline", per una piccola casa editrice francese (Petites Vagues Editions), un progetto di 46 pagine disegnate da un'altra ragazza esordiente, compagna di studi alla Comix di Napoli, Daniela Di Matteo, una fumettista molto brava!
In seguito, non molto tempo dopo, sono entrata in contatto con Federico Memola che mi ha dato l'opportunità di realizzare le copertine per i fumetti Agenzia Incantesimi 5 e Jonathan Steele Extra 5 (nell'immagine sotto, ndr) , che verranno pubblicati verso novembre dalla Star Comics.



Questi sono i miei primissimi lavori, per questo definirmi parte di questo meraviglioso mondo è davvero prematuro.

Qual è stato l’artista che ti ha rapita da subito e che ti ha influenzato nello stile?
In realtà ce ne sono moltissimi, anche di generi diversi. Fin da piccola leggevo molto i fumetti Disney, Topolino, ecc. Alle superiori mi sono avvicinata ai manga, e forse è qui che ciò che per me era un semplice passatempo è diventato il mio sogno più grande, soprattutto verso il terzo anno. I miei autori preferiti manga sono Masamune Shirow e Kentaro Miura. In seguito ho scoperto i disegni di Alessandro Barbucci e i colori di Barbara Canepa, che da sempre mi affascinano. Poi ho conosciuto i comics americani, in particolare quelli di Joe "Mad" Madureira e il colorista Christian "Liquid" Lichtner . Ma ce ne sono anche molti altri... Fiorentino (che oltretutto è il mio insegnante di fumetto!), Cucca, Rocafort...la lista è davvero lunga. In ogni caso amo molto sperimentare cose nuove e trovare ispirazione da tutto quello che mi piace.


Ora lavori per qualche progetto in uscita?

Come già spiegato nella prima domanda, sto lavorando alla colorazione di un fumetto per la Francia. Lo completerò proprio in questi giorni! E se tutto va bene realizzerò altre copertine per Star Comics.


Il tuo sogno nel cassetto?

Diventare una brava artista, sia col colore che con il disegno, e riuscire a realizzare fumetti miei. Spero tanto di riuscirci...!


martedì 4 agosto 2009

SARA SPANO



Nome?

Sara

Età?

26

Città?

Natale Sassari...vivo a Roma da almeno sette anni.
Da quando hai iniziato a capire che il disegno sarebbe stata la tua vita?

Da quando ho capito che i pastelli, presi in una certa maniera, con una certa pressione sul foglio, possono creare delle linee che, magistralmente composte, scimmiottano visioni fotografiche della vita reale. Questo a circa due/tre anni d'età.

Hai studiato in una scuola artistica?

Mi sono diplomata all'istituto d'arte di sassari, poi ho preso il diploma dei 3 anni di fumetto alla scuola internazionale di comics.


Quali sono i tuoi artisti preferiti e le serie a fumetti che ti hanno “formato” ?

Sono attirata più o meno da tutti i generi, ovviamente la mia tendenza e a spostarmi stilisticamente verso il sol levante. Sono stata allevata dai manga dall'età di undici anni, per questo rimango sempre colpita quando autori occidentali si cimentano in questo stile, uno di questi che ammiro parecchio è Bengal. Non so se si può parlare proprio di “formazione” però sono stata riccamente influenzata da qualsiasi pubblicazione nipponica-orientale pubblicata negli ultimi quindici anni. In generale apprezzo parecchio gli autori con uno stile “fresco”, giovane e accattivante...un esempio è Zhang Bin detto “Benjamin”(uno strepitoso autore cinese), che io adoro senza ritegno.

E le tecniche che prediligi?

Qualsiasi. Basta che siano espressive, con un carico emozionale forte. O che abbiano comunque qualcosa da dire. Io oramai per comodità utilizzo la tavoletta wacom intuos4 s. Si risparmiano soldi e tempo utilizzando il pc, ma se ce li avessi in eccedenza mi cimenterei sicuramente con acrilico, ecoline e chine, su qualsiasi voglia supporto compatibile.


Attualmente disegni per qualche casa editrice?

Attualmente no, in passato l'ho fatto, cose da poco in realtà. Ora sono pienamente attiva nella preproduzione di lungometraggi in un'azienda di animazione 3d, se avessi tempo in più mi dedicherei di certo totalmente al fumetto (ho parecchi progetti miei da sviluppare). Io non mi reputo una fumettista (nemmeno esordiente), anche se la mia passione primaria è questa. Forse mi definirei, almeno per ora, una character designer. Ho collaborato anche con un noto 3d artist conosciuto come Cardinal (Lino Masciulli, http://www.cardinal3d.com/) per alcune riviste internazionali 3d. Ho creato il concept per un paio dei personaggi modellati da lui. Spero di poter riprendere la mia passione originaria per il fumetto un giorno...


Hai scritto un’opera dal titolo “Coming Out”. Di che si tratta?

Opera? Di che stai parlando? E' semplicemente un romanzetto di ridicolo conto, una storia che è il risultato della mia passione ossessiva verso un genere manga conosciuto come Yaoi. Niente di importante. E' comunque rivolto a quella fascia di lettrici appassionate al genere, così per alimentare il mio lato melodrammatico-mieloso e testare un mezzo di comunicazione diverso al disegno (la scrittura). Risultato? Ho capito che mi devo concentrare sul disegno, anche se il suo piccolo successo di nicchia l'ha comunque avuto. Sono contenta così, non ho mai avuto nessuna pretesa da questa pubblicazione (il download su http://www.lulu.com/ e gratuito).

Stai lavorando a qualche progetto che vedremo presto in uscita?

No! O perlomeno non saprei. Nel senso...c'è un grosso progetto personale che sto cercando di sviluppare al meglio, una saga in tre volumi, ma non avendo tempo per studiarlo bene sta andando a rilento. Appena riuscirò a renderlo presentabile lo proporrò a qualche sceneggiatore e ad alcune case editrici (che non disdegnano i manga occidentali, missione quasi impossibile in Italia). C'è anche un'altro progetto in corso, quello di creare un gruppo solido di artisti, un team collaborativo ispirato agli studi di fumetto giapponese (esempio storico, Clamp) per adesso siamo io, Laura “Zel” Carboni e Sirio-chan, (vi assicuro che sentirete parlare di noi!)


Il tuo sogno nel cassetto?

Diventare il caposaldo nonché regina indiscussa del genere “manga italiano”. I sogni possono anche essere impossibili...per quello leggermente possibile, invece, vedere pubblicato qualche mio progetto personale.

venerdì 23 gennaio 2009

Michelangelo Neri Orliani


Nome ?

Michelangelo Neri Orliani, ma Michi è sufficiente

Anni ?

24

Colore preferito?

Nero e le sfumature di blu

Film preferito?

Un po' tutta la filmografia di Kubrick

Sei un grande talento vista la tua giovane età. Spiega a chi ci segue in che cosa consiste il tuo lavoro.


Domanda sempre un po' complessa. Io mi occupo di effetti speciali digitali e nello specifico di compositing, l'ultima fase della postproduzione. Il compositing è la composizione di elementi visivi provenienti da sorgenti differenti in un'unica immagine; è mio compito creare l'illusione che tutti questi elementi differenti sembrino parte della stessa scena.


Questa passione a che età ti ha preso veramente e soprattutto definitivamente?

La passione per la creazione digitale l'ho sempre avuta. Verso i 16 anni ho iniziato a coltivare la passione per la grafica 3D e il fotoritocco. Sucessivamente mi sono avvicinato al mondo del montaggio video e da lì mi sono spinto verso la motion graphic e solo ultimamente agli effetti visivi. Diciamo che è stato un crescendo definitivamente affermato una volta che ho iniziato a lavorare.




Alcuni dei lavori di Michelangelo : Leg


Per coltivare questo tuo grande talento che scuole hai frequentato ?


Ho frequentato l'Istituto d'Arte di Ancona, una normale scuola superiore con una sezione di immagine elettronica dove ho avuto importanti "input" sul mondo della grafica e del video, ma per la maggior parte mi sono formato da autodidatta e sul lavoro.


Dopo il diploma hai subito iniziato a lavorare in qualche studio?


Ho scelto di non continuare gli studi perché il panorama dell' Università italiana nel campo delle arti visive e digitali non prometteva, e non promette, affatto bene. Quindi ho cominciato da subito a lavorare in un piccolo studio di Falconara, vicino Ancona, la Gama Movie. Una realtà modesta rivolta soprattutto a piccole produzioni di documentari e piccoli spot, ma all'avanguardia per quanto riguarda tecnologie e metodo di lavoro. E' li che ho imparato molto e dove ho preso lo "slancio" diciamo.



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Ora in che studio lavori?

Attualmente sono freelance, quindi non ho dimora fissa. Dopo due anni di esperienza su piccoli progetti ad Ancona ho deciso di muovervi a Milano. Là sono entrato in contatto con alcuni dei più importanti studi di postproduzione italiani con i quali ho lavorato per clienti come Sky, Mediaset, Rai, MTV e alcuni importanti cortometraggi. Dopo alcune collaborazioni a Roma nell'ultimo periodo sono entrato in contatto con alcune realtà di Londra. L'ultimo lavoro a cui ho partecipato è stata la realizzazione di alcuni effetti per delle sequenze del nuovo film di Giuseppe Tornatore, che uscirà il prossimo anno.
A breve mi trasferirò in Spagna per lavorare ad un film di animazione 3D: Planet 51, sceneggiato da Joe Stillman, l'autore di Shrek. Probabilmente il più grande e costoso progetto europeo di questo campo. Vediamo che succederà, sicuramente una bella sfida.



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Qual è il tuo ruolo in studio?


La definizione esatta è Digital Compositor appunto, da non confondere con Composer che è il compositore di musica hehe. Precedentemente mi sono comunque occupato di motion graphic (grafica in movimento per il video come sigle e titoli) e montaggio video.


Una domanda particolare…la tua postazione di lavoro è tutta perfettamente in ordine o ci sono matasse di cose?


Hehe.. diciamo che rimane in ordine per poco tempo, ma la postazione ha un ruolo marginale, l'importante è mantenere in ordine il computer. Quando si lavora a progetti ad alta risoluzione come HD e materiale cinematografico, si ha a che fare con diverse centinaia di Gigabyte di materiale e migliaia e migliaia di sequenze di file, è lì che bisogna essere metodici e ordinati, la scrivania è fatta per ammassare cose e appunti :)





Afterville


Che apparecchiature utilizzi?


Ho iniziato su sistemi come Flint e Flame, "mostri" che funzionano su macchine Silicon Graphic e che costano intorno ai cento mila euro, ma oggi la situzione è cambiata: i computer che si utilizzano sono sostanzialmente normalissime macchine acquistabili ovunque. Lavoro molto su piattaforma Macintosh e di tanto in tanto su normali PC con Linux. Quello che serve per il mio lavoro ovviamente è il software. Per il compositing utilizzo Shake e Nuke e spesso per realizzare fondali o altri ritocchi di base si lavora in Photoshop.

La soddisfazione più bella ricevuta dal tuo lavoro?

Bene o male l'ottanta percento dei lavori realizzati l'ho visti in televisione, e questa è già una bella soddisfazione, anche perché di TV ne guardo pochissima e trovare per coincidenza qualcosa fatto da me in quei pochi minuti fa sempre effetto. Probabilmente mi porto ancora dietro la soddisfazione del primissimo lavoro realizzato appena finita la scuola: la sigla del cartone animato Winx Club (vedi foto sotto). Al tempo mi occupai dei fondali animati delle sigle di testa e coda e vedere ancora oggi a distanza di cinque anni la fortuna della serie con sempre la solita sigla è divertente.


Che ricordo hai dei primi lavori , quelli prodotti “in casa”?

Mi capita di rivederli di tanto in tanto e li trovo sempre validi, per quanto grezzi e realizzati con una certa ignoranza tecnica. Devo molto a quei primi lavori fatti in casa, sono stati semplicemente indispensabili per imparare la maggior parte delle cose che oggi applico al mio lavoro: è molto più importante prendere e provare in prima persona che seguire un corso privato o simili... e poi è anche divertente.

Ci sono dei professionisti a cui ti senti particolarmente legato e in cui ti rispecchi? Mi riferisco anche alle tecniche lavorative.

In un certo senso devo molto a tutte le persone con cui ho lavorato nel corso degli anni, non c'è una singola persona in particolare. Lavorando accanto ad altri professionisti c'è sempre un grande scambio di informazioni e conoscenza, ognuno impara dagli altri e gli altri imparano da te.




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Senti di dover ringraziare qualcuno per questo percorso professionale fin qui oserei dire esaltante?


Come ho detto prima tutte le persone con cui ho lavorato e dai cui ho imparato, ma probabilmente devo ringraziare (senza peccare di superbia) me stesso per aver deciso di non continuare gli studi. Lavorando e parlando con molti studenti universitari e gente che ha frequentato corsi privati di grafica o video design mi sono accorto che 6 mesi di lavoro equivalgono a diversi anni di studio.

Ci sono stati momenti difficili in cui hai pensato magari di mollare tutto?

No mai. Le cose vanno bene.. se mai cambierò lavoro non sarà per difficoltà, ma piuttosto per semplice voglia di provare cose differenti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti personali al di fuori di quelli in ambito lavorativo?

Attualmente non ho grandi progetti personali, il lavoro mi prende parecchio del mio tempo. Mi piace molto la fotografia e a breve aprirò il mio sito personale di fotografia appunto. Probabilmente il giorno che avrò una buona idea (e molto molto tempo a disposizione) mi dedicherò alla realizzazione di un lungometraggio.

Il tuo sogno nel cassetto?

La più difficile delle domande, ancora oggi che la mia strada è abbastanza delineata non sono in grado di immaginare la direzione che prenderà... ma entrare nelle grandi realtà statunitensi come ILM, Digital Domain o Pixar sarebbe un bel traguardo :)


Gustatevi lo Showreel 2008 di Michelangelo
Buona visione!


martedì 23 dicembre 2008

Danilo Loizedda : l'arte di governare ... il fumetto


Nome?
Danilo Loizedda

Età?
37, mannaggia!

Città?

Milano, ma vorrei poter dire Cagliari, visto che è da là che vengo.

Chi ha dato uno sguardo al tuo sito nella sezione “curriculum” avrà sicuramente notato che sei laureato in scienze politiche. Come mai allora questa scelta di diventare illustratore/fumettista?

Il fumetto non è in contrapposizione alla cultura. Anzi. Io ho avuto la possibilità e l’occasione di portare a termine gli studi e l’ho fatto. Poi ho seguito le mie passioni, cercando di farle diventare un lavoro. Forse avessi iniziato prima a dedicarmi al fumetto, ora sarei più avanti. Sia professionalmente che qualitativamente. Però non sono pentito d’essermi laureato. E’ stata una bella esperienza!


Il primo lavoro che hai realizzato e di cui sei orgoglioso?
Alla fine sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto. Non perché abbia mai fatto grandi cose, ma semplicemente perché ho sempre dato il massimo che potevo in quel momento. Il primo lavoro pagato è stato per un medico. Ho illustrato le fasi di un’operazione che aveva eseguito per una rivista specialistica nel 1988. Ma la cosa che forse mi ha dato più soddisfazione è portare a termine l’autoproduzione di Wonder Pig. Con tutti i sui difetti ed asperità, è comunque stato importante averla fatta e non arrendersi, superando un po’ i miei limiti personali ed artistici.

Ci sono artisti che apprezzi e che ti hanno influenzato nel il tuo stile?

Ce ne sono tanti, e non solo nel mondo del fumetto. Ma per quanto non si noti molto credo, chi mi ha influenzato di più è Andrea Pazienza. Credo dovrebbe essere studiato nei libri di storia dell’arte, al pari di Michelangelo o Raffaello.


Sei stato finalista a “Prato 2000”, secondo classificato a "WP i giovani e il futuro" 2000, vinto nella categoria esordienti al concorso Pan/Nuvoloso 2000. Tutto ciò ti ha un po’ spianato la carriera facendoti notare da editori famosi ?

No. Ma i concorsi servono per misurarsi col giudizio degli altri e quindi, quando danno esiti positivi, ti danno la forza per andare avanti e metterci ancora più impegno.

Hai anche partecipato al master di fumetto presso l’accademia Disney di Milano, come Cristina Giorgilli. Quanto ha inciso questa esperienza sulla tua formazione professionale?

Moltissimo. Prima di tutto perché per quel corso la selezione è stata durissima. Forse la più dura mai fatta in Accademia. Era un progetto molto ambizioso, anche se poi è un po’ naufragato. Ma sentirsi parte di quel mondo, mi ha dato nuova fiducia. E poi la qualità degli insegnanti ( Turconi, Sisti, Sciarrone, etc.) e dei colleghi, mi ha permesso di imparare tante cose.


A proposito hai realizzato tavole anche per la Walt Disney, che mondo è quello della famosissima azienda americana?

E’ un mondo sovrapopolato. Gravitano al suo interno tanti disegnatori ed artisti, e la maggior parte sono di elevatissima qualità. Ma nonostante la concorrenza che si può generare in una situazione simile, ho trovato anche tanta umanità e amicizia.


Hai poi prodotto per Longmann, Piemme, Red Whale, Erickson Mackann, Coca-Cola Italia, PBM, SAAR, Coniglio Editore, Ediperiodici e fatto il docente di “ character designer” e “ colore nel fumetto” presso l’ACME di Milano, dove tra l’altro hai anche frequentato il corso triennale di fumetto. Una persona come te che ha raggiunto tutti questi obiettivi ha ancora ambizioni?

Sì! Anche perché fare l’illustratore non è certo un lavoro che dia grandi remunerazioni (paragonate alle ore di lavoro), per cui se non miri a migliorarti tecnicamente e soprattutto a raccontare emozioni agli altri, tanto vale che ti trovi un’attività più tranquilla.


Oltre a disegnare sai anche dipingere, un artista a 360°! E’ una passione che hai sempre avuto quella del dipingere o ti ha coinvolto recentemente?

Ho iniziato prima a dipingere che a disegnare fumetti. Per emulazione credo. Mio zio è stato un discreto pittore, ed io lo ammiravo molto. Ma poi crescendo ho sviluppato maggior interesse verso il fumetto e mi sono dedicato maggiormente a quello.


Wonder Pig è una tua creazione vero? Come è nato? Parlacene.

E’ nato per caso mentre ero “emigrato” in Germania. Ho condiviso l’idea con un mio amico e l’abbiamo sviluppata. Lui poi ha deciso che non era la sua strada. Io invece ho proseguito, sostituendomi a lui in qualità di sceneggiatore. E’ stata una miniserie di dieci numeri con una storia, si potrebbe dire, circolare, sospesa tra la fantascienza e la demenzialità. La più grossa soddisfazione l’avevo alle fiere, quando quel manipolo di lettori che mi seguivano, si avvicinava per dirmi quali gag li avevano divertiti maggiormente. E poi mi ha fatto conoscere tanta gente interessante, sia del mondo del fumetto che non.



Il tuo sogno nel cassetto?

Una cosa su cui lavoro da un po’, ma che verrà fuori solo se riuscirò ad arrivare a una qualità di disegno che mi soddisfi. Non ho fretta di farla. Concilia il mio amore per la musica con la mia voglia di raccontare qualcosa che faccia emozionare le persone…
Grazie e buone feste a tutti!

martedì 16 dicembre 2008

Le SioN Project

"In un LABORATORIO imprecisato, in un futuro indefinito, la ricerca della CURA per sconfiggere l'ultimo TABU, il grande "rimosso" dell'immaginario collettivo, spinge verso nuovi IBRIDI fra tecnologia, scienza e MEDICINA, arrivando a sublimare in una mercificazione RELIGIOSA. Vengono così create e costruite attraverso incroci genetici e BIOMECCANICI, al limite del TRANS-POST-UMANO, delle grottesche quanto SENSUALI unità curanti, il cui assemblaggio e utilizzo assume l'aspetto di un erotico rituale, specchio delle fantasie inconsce e represse del loro creatore... "Le Sion, una misteriosa cura, una nuova RELIGIONE, un SURREALE mondo parallelo o un SOGNO EROTICO/ delirante?"


Così si apre Le Sion, un progetto artistico nato dalla fantasia di due artisti romani, EloElo e STB0.1.
“ Il nostro è un progetto multimediale che abbraccia diversi rami commerciali” spiega EloElo “ partendo dal fumetto, perchè Le Sion ha una sua storia, arrivando al merchandising: spillette, magliette, stikers, poster, dolls, action figure; insomma un progetto a 360°.”


Il protagonista per eccellenza è il prete/dottore che tutti conoscono semplicemente come "il Dottore", la co-protagonista è Evelyn (Evy) che è un pò il JOLLY della storia, anche su di lei, come per il dottore c'è un velo di mistero che l'avvolge, sulla sua natura: chi è e da dove è venuta ?
Esistono poi altri personaggi che ancora non sono entrati nelle vicende ma che, promette Elo, “..mano a mano sveleremo e struttureremo tutta la storia attraverso il fumetto.”


Presentato in anteprima il 19 ottobre 2008 all’evento POP-PORN di Roma e riproposto successivamente il 30 novembre 2008 all’ evento POP-PORN RED PASSION Edition, dove sono state esposte le prime due tavole promo del fumetto, Le Sion ha suscitato molto interesse, a partire dai gestori dei locali che hanno ospitato gli eventi, gli organizzatori e tutto il pubblico che ha visitato la mostra.


EloElo e STB0.1 ci tengono però a sottolineare che “ non è stato un progetto creato appositamente per il PoP PorN, ma semplicemente abbiamo utilizzato queste prima due Collettive d'Arte per proporci al pubblico e vedere quanto potesse interessare.”


LE SION sta riscuotendo successo anche sul sito ufficiale, correte a visitarlo http://www.myspace.com/le_sion_project

martedì 9 dicembre 2008

Nata per inchiostrare : Cristina Giorgilli

Nome

Cristina

Età

32

Città

Città? Scherziamo? Paesino: Monticello Brianza!

Sul profilo pubblicato sul tuo blog dici che per lavoro colori e inchiostri, in che cosa consiste esattamente?

L’inchiostrazione è lo step di realizzazione di un fumetto che segue la matita; in parole povere si ridisegna la tavola usando la china e il pennello o il pennino. L’inchiostrazione è un passaggio molto importante perché è indispensabile per staccare i piani e dare profondità ai campi, per rendere tridimensionali i personaggi, dare l’idea dei materiali, mettere le ombre che creano atmosfera. Tutto questo ovviamente rispettando il più possibile la matita del disegnatore: le sue esigenze espressive, i tratti dei visi, la gestualità… E’ un passaggio spesso sottovalutato ma che ha un grosso peso nel risultato finale di una tavola a fumetto.


Inoltre mi occupo di colorazione più per tavole di Illustrazione che non di fumetto. Recentemente ho avuto la possibilità di realizzare di 4 libretti illustrati per la Rusconi, di prossima pubblicazione. È stata una bella esperienza perché le storie sono state scritte da mia sorella che ha partecipato anche allo studio dei lay-out, mentre io mi sono occupata della colorazione definitiva.
Invece per Piemme, e quindi Geronimo Stilton, ho potuto colorare illustrazioni di altri disegnatori.


Colorazione digitale o classica?


Ho iniziato a colorare per Edicart, ormai quasi 10 anni fa, in manuale. Ora prevale il digitale. Resta però la passione per la carta e il pennello che sviluppo al di fuori del contesto lavorativo.



Inchiostrazione digitale o classica?

Entrambe!
Rigorosamente classica per il fumetto. Vettoriale, realizzata con Illustrator, per immagini che necessitano di essere stampate in formati molto grandi o su supporti particolari. Ad esempio, mi è capitato di inchiostrare in vettoriale i paperi da stampare sui biscotti del gelato!





E’ una passione che hai da bambina o è venuta fuori “recentemente”?

E’ una passione che ho da sempre. A anche da piccola passavo il tempo disegnando, progettando cose, costruendo col das… Avevo un personaggino: il bruco Carotino, un bruco delle carote e disegnavo delle strisce e già mi facevo dei problemi di coerenza sulla coesistenza dei personaggi e sulle questioni continuity temporale. Non ci credi? Guarda:





Hai studiato in scuole attinenti al tuo lavoro e che ti hanno permesso anche di avere una certa formazione?

Ho frequentato il Liceo Artistico e poi ho seguito diversi corsi di specializzazione, sia sull’inchiostrazione sia sul colore, in Accademia Disney a Milano.

Come sei riuscita a trovare la strada che ti ha portato a fare di una passione un lavoro?
E’ stato abbastanza casuale: lavoravo in un laboratorio che realizzava scenografie per i parchi giochi e ho conosciuto un inchiostratore Disney, Gianmarco Villa. Mi sono incuriosita, lui mi ha dato la sua disponibilità a insegnarmi. Poi, nel 1999, ho iniziato il corso in Accademia, mi sono ritrovata a lavorare sulle prime tavole Disney e mi sono accorta che era “lavoro”. Comunque tutt’ora non riesco a considerarlo solo lavoro: una passione resta una passione!

Chi ti commissiona i lavori?

Come inchiostratrice collaboro dal 2000 con Disney lavorando sui personaggi dei film di animazione (da Monster & Co. fino a Wall-E) e dei cartoni animati tv (Power Ranger, Kim Possibile).
Ho lavorato con Red Whale a Monster Allergy mentre per Yellowhale ho inchiostrato X-Campus, Angel’s Friend e Tea Sisters.
Come colorista, invece, ho lavorato per Piemme su Geronimo Stilton.
Per Edicart e Rusconi ho realizzato libri di illustrazione occupandomi sia della matita che del colore.
Questo per riassumere un po’ le committenze degli ultimi anni di lavoro. Se avete tempo di dare un’occhiata ho un portfolio on-line che rappresenta abbastanza bene la mia produzione. Lo trovate qui:
http://giorgilliportfolio.blogspot.com/

Il primo lavoro che hai dovuto inchiostrare e/o colorare?

Il primo lavoro che ho colorato è la serie “Storielle di animali”, 4 titoli disegnati da Claudio Cernuschi e pubblicati da Edicart.
Le prime inchiostrazioni , invece, sono state per i Colorama delle edizioni S.E.E. sempre sulle matite di Claudio Cernuschi. Tramite Max Narciso, ho poi inchiostrato Raperonzolo di Sim Sala Grim e, infine, sono approdata al mondo Disney inchiostrando delle immagini per Mouse, un allegato a Topolino che parlava di computer, giochi per pc e tecnologie varie, sempre su disegni di Max Narciso.

Il lavoro di cui sei maggiormente fiera?

Sono molto fiera dell’X-Campus che ho inchiostrato quest’anno! Le matite di Roberto di Salvo erano davvero molto belle e quindi ho potuto concentrarmi su quella che è stata la mia difficoltà più grossa: uscire dal concetto di inchiostrazione Disney e affrontare uno stile completamente diverso.
La stessa sensazione l’ho avuta inchiostrando le tavole di PK, a cui ho lavorato con Giovanni Rigano, e Pirati dei Carabi, sulle matite di Lucio Leoni.
Direi che queste sono le tre produzioni di cui vado maggiormente fiera.
Per quanto riguarda il colore invece sicuramente le illustrazioni della pesciolina Sofia per Rusconi.



Quale invece quello di cui parli meno o che non è presente nel tuo curriculum?

Ecco… non ditelo a nessuno… ho illustrato un libro bebè per la DeVecchi Editore. Hai presente uno di quei libri da compilare col peso, altezza, forma, attributi del bambino??? Ecco! Uno di quelli…
Credo sia avanzata solo la copia che mia madre tiene sulla libreria. O almeno mi auguro sia avanzata solo quella…

Ora stai facendo parte di qualche progetto o hai un progetto tutto tuo?
Questo è un periodo di transizione. Sto lavorando bene ma nella routine, intanto la mia testolina viaggia veloce… Stiamo a vedere!

In Italia, purtroppo, come mi hanno confermato in molti, i ragazzi con talento e soprattutto i disegnatori, sceneggiatori, coloristi, inchiostratori, ecc… trovano fatica ad emergere o ad essere visti. Che cosa ne pensi di questo?

Penso che sia abbastanza inutile analizzare gli svantaggi che il contesto ti impone. A fronte di poca visibilità vedo comunque un altissimo livello di bravura, competenza e professionalità in molte delle persone che frequento. Resto convinta che gli spiragli per uscire allo scoperto siano pochi ma che ce la si possa fare! Si parte dalle cose piccole: questo blog ad esempio, è una piccola finestra, ma grazie a questa finesta si può fare un passettino avanti, perciò grazie mille per questa opportunità e per l’impegno che sottende!

Altra cosa che dispiace è che, nel nostro Paese, il fumetto in generale viene ancora considerato come una cosa per bambini. Secondo te cambierà mai questa cultura, questo modo di vedere il mondo del fumetto?

Direi che questa visione sta cambiando per forza. La nostra generazione è cresciuta a cartoni e fumetti. Penso non smetteremo di leggere e guardare queste cose. Va da se che i prodotti debbano adeguarsi alla nostra crescita e smettere di essere prodotti solo per bambini. Ormai i fumetti si trovano anche in allegato ai quotidiani, escono film tratti da fumetti, le sceneggiature delle animazioni sono studiate per soddisfare i bambini ma anche gli adulti… Penso che siamo all’inizio del cambiamento di questo modo di intendere il fumetto.

Domanda classica di tutte le mie interviste : il tuo sogno nel cassetto?

Lavorare anche per una volta sola su un’autoconclusiva, anche su una vignetta sola, di Batman!

giovedì 4 dicembre 2008

Andrea Del Campo



Nome?

Andrea

Anni?

30

Città?

Catania\Roma

Film preferito?

Nessuno in particolare

Matita o penna?

Matita

Colorazione digitale o classica?

Digitale


Raccontaci la tua storia, quando è iniziata la tua passione, le scuole che hai frequentato, se i tuoi genitori ti hanno sempre appoggiato.
Allora,la mia passione per il disegno non ricordo di preciso quando è iniziata.So solo che già all'asilo cercavo di disegnare le illustrazioni dei miei libri di favole. I fumetti poi sono sempre stati di casa,avendo due fratelli maggiori. Il colpo di fulmine però è stato ad undici anni quando, dovendo passare l'estate fermo a letto per una gamba rotta, ho divorato quanti più fumetti possibili ed ho scoperto Dylan Dog. Penso sia tutto inziato da li.

La prima esperienza lavorativa per un editore, raccontaci l'emozione che hai provato.

La prima esperienza è stata con la Bottero Edizioni. Otto pagine per Killer Elite II ma a quel tempo già ero in attesa della sceneggiatura del mio primo John Doe. L'emozione è stata quella di chi arriva ad un traguardo, conscio che sarà solo il primo di una lunghissima serie.



In che modo la tua vita è cambiata da quando hai smesso i panni del "disegnatore per hobby" e ti sei dovuto calare in una realtà professionale?

Adesso ci sono scadenze,consegne e nottate in bianco, ma il divertimento sta proprio in questo!!!

C'è un artista a cui ti ispiri?

No,son troppi davvero e mentre disegno cerco di non guardare troppo ad altri disegnatori,rischierei di stravolgere il tratto in corso d'opera!


Raccontaci la tua giornata tipo da quando ti alzi a quando vai a dormire. Quante ore dedichi al tuo lavoro?

Molto classica come giornata. Direi orari di ufficio, se non fosse che l'ufficio è la mia stanza.

Che effetto ti fa vedere un fumetto disegnato da te starsene lì bello comodo sugli scaffali di una fumetteria o di un' edicola?

E' come guardare un pezzo di te che ha preso vita autonoma, con tutti i pregi e i difetti del caso.

Ho letto che hai lavorato per dei volumi della serie "John Doe" della Eura Editoriale. Ma in quanti e quali altri fumetti c'è la tua mano?

Ho disegnato un paio di libri per l'Eura e sempre per la stessa casa editrice sono al lavoro sul mio secondo numero di Unità Speciale.


Sei a conoscenza che un gruppo di ragazzi italiani sta girando un fan-movie senza fini di lucro ispirato proprio alla serie di John Doe?

Si ho visto il loro sito un po' di tempo fa,ma c'era ancora tropo poco materiale per farsi un idea.

Ti senti di dare loro qualche consiglio?

Non saprei da dove iniziare...

Secondo te perché in Italia non c'è questa cultura del fumetto ,come c'è in Francia o negli U.S.A., ma viene anzi considerato più come una cosa per bambini?

Fortunatamente i segni che si sta finalmente uscendo da quest'ottica provinicale si stanno notando sempre più. Già con le megaproduzioni cinematografiche che attingono dai fumetti per esempio o grazie anche alle collane di fumetti in allegato ai quotidiani.
E poi c'è da pensare che chi leggeva fumetti da ragazzino per vera passione difficilmente smette a 30 anni.

Il tuo sogno nel cassetto?

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