lunedì 20 ottobre 2008

...G-Nomo...


Nome?

Valerio Giangiordano

Anni?

28.

Città?

Roma.

Colore preferito?

Rosso, in tutte le tonalità del sangue :

Film preferito?

Non so dare una risposta secca qui, ce ne sono troppi di tutti i generi: da Zombi di Romero, a Scarface, passando per I Soliti Sospetti… ma forse il film a cui sono più affezionato è “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Quando lo vidi a 9 anni avrei voluto fare l’archeologo, poi mi spiegarono che dovevo studiare molto e non scappare dai nazisti tutto il tempo… a quel punto, ho preso la matita e mi sono rimesso a scarabocchiare sul foglio.

Cartone animato preferito dell’infanzia?


Su tutti Ken il Guerriero, anche se mia madre era molto restia a farmelo vedere… Un cartone animato che univa Futuro Post Apocalittico, Melodramma, Arti Marziali, Supercafoni vestiti in modo assurdo che si pestano a morte, Donne prosperose da salvare e Splatter per me non poteva che essere IL capolavoro… se ci avessero messo anche qualche zombie avrebbe raggiunto la perfezione! :)

Artista preferito?

Caravaggio (adoro in particolare l’uso dell’illuminazione “teatrale” e le atmosfere dei suoi dipinti)

Matita o penna?

Matita! Sono talmente impreciso quando disegno che butterei una risma di carta per ogni tavola, se usassi la penna.

Colorazione al pc o classica (a mano) ?

Purtroppo e per fortuna al pc. “Purtroppo” perché niente dà più soddisfazione dello sporcarsi le mani quando si colora in modo classico (per non parlare del risultato finale rispetto al digitale). “Per fortuna” perché i tempi si dimezzano e riesco a stare al passo con le consegne.

A cosa si deve il tuo nome d’arte “G-Nomo” e, soprattutto, in che occasione è nato?

Da piccolo ero talmente basso che riuscivo a stare in piedi sotto le macchine e dovevo scappare dai topi perché altrimenti venivo mangiato! Quindi soprannomi tipo NANO e GNOMO erano all’ordine del giorno… adesso con tanto sforzo ho raggiunto il metro e 78 ma i nomignoli rimangono tutta la vita. Invece la trasformazione in G-Nomo è nata quando dovevo trovarmi uno pseudonimo per l’America e quindi ho emulato vari mostri sacri dell’Hip Hop tipo Jay-Z o J-Ax ecc… ma questa ultima parte potrebbe non essere vera. :)
In realtà la storpiatura in G-nomo è nata dal cazzeggiamento tra amici: si prendevano in giro i nomi di questi cantanti rap, sempre separati dalla lineetta in mezzo … non ho mai capito perchè… da Gnomo è nato G-Nomo e ne ho fatto il mio nick.
Ah… la pronuncia esatta è “Ginnomo” XD

Hai sempre avuto questa passione per il disegno?


Da sempre. Mi ricordo che da piccolo mi dicevano addirittura che ero bravo, poi devo essere peggiorato viste le numerose critiche dei professori quando frequentavo la scuola di fumetti.

Hai frequentato scuole o corsi per perfezionare le tue conoscenze artistiche?

Come ho accennato prima, nel 2002 ho iniziato a frequentare la Scuola Romana Dei Fumetti (SRF) fino al 2005 per affinare la tecnica (ottimi professionisti ed insegnanti). Il tutto dopo circa 7 anni passati senza toccare una matita per motivi che ancora non ho ben compreso.



Hai pubblicato qualche cosa in questi anni?

Sono entrato da neanche un paio di anni in questo mondo quindi poco e niente. Escludendo i classici lavoretti in nero mal retribuiti e non riconosciuti, ufficialmente in Italia ho pubblicato un libro didattico per bambini (60 pagine pregne di mie illustrazioni e 8 pagine di fumetto) chiamato “In viaggio con Gigetto”! edito dalla CARISCH EDIZIONI! Un Must per gli OVER 4!
(http://www.carisch.it/)

La copertina per il romanzo “L’angelo argentato” edito dalla ALETTI EDITORE (un libro molto carino!).
(http://www.alettieditore.it/emersi/arcangeli/arcangeli.htm)




E sono in attesa della pubblicazione di un gioco di carte contenente 21 mie illustrazioni.

Per il mercato americano invece, ho disegnato una storia breve horror/grottesca “They came from outer space” che verrà pubblicata in una raccolta nel 2009.

Ho quasi ultimato i primi 3 numeri della serie Interagents (ho anche curato il “character design” del progetto, creando visivamente i membri del supergruppo e i loro costumi) per la neonata casa editrice americana Chimaera Studios che uscirà su carta nei primi mesi del 2009 (mettete da parte i soldi!), ma è anche disponibile online da leggere gratuitamente qui:
http://www.wowio.com/users/product.asp?BookId=5286 (e tra un paio di settimane uscirà il secondo)

Dal primo dicembre sarò impegnato in un nuovo impegnativo progetto con un’altra casa editrice, ma non posso aggiungere altro perché non ho ancora firmato il contratto. Posso solo dire che potrebbe essere un bel passettino avanti.

Ho visto che stai lavorando ad una mini serie tutta tua ambientata negli anni ’40 intitolata “Interagents”. Raccontaci di più!

Certamente. È una bellissima storia Noir più che Supereroistica che racconta l’entrata in guerra dell’America nel secondo conflitto mondiale e il ruolo che gli INTERAGENTS hanno avuto in quel contesto: Qualcuno ha spedito il supergruppo nelle Filippine per bloccare un possibile attacco della flotta Giapponese in quella zona del pacifico, quando nel frattempo, a migliaia di km di distanza veniva bombardata a sorpresa Pearl Harbor… Chi ha emanato il falso comunicato interno? Chi (e perché) ha ucciso l’unico membro del gruppo che conosceva il vero obiettivo? LEGGETELO! Sopra c’è il link no? (tra un paio di settimane circa uscirà anche il secondo numero)




Quali sono stati gli artisti che ti hanno influenzato di più nella ricerca dello stile e quali invece hai letteralmente odiato sin da piccolo?

Direi su tutti il grandioso Katsuhiro Otomo (l’autore di AKIRA), un genio del fumetto! Artista completo, il modo in cui sa raccontare una storia è insuperabile (per non parlare delle prospettive pazzesche e della dinamicità che sprigionano le sue tavole). Poi Jeffrey Scott Campbell (il creatore del mitico GEN13 e DANGER GIRL) di cui adoro la sintesi nel disegnare le anatomie. Per finire l’altro fenomeno Joe Madureira da cui ho sempre cercato di carpire il lato grottesco e caricaturale dello stile. Ah… va fatta una menzione speciale per Frank Cho (come disegna lui le donne, pochi altri.)
Non c’è un disegnatore in particolare che odio, semmai non amo un certo stile di manga “dagli occhioni enormi”…non me ne vogliano i fan (o gli autori che ne riprendono i vari stili), solo che proprio non riesco a leggerli… putroppo come vedo un occhio troppo “fuori norma” chiudo il fumetto.




Questa invece è una domanda che faccio spesso poiché vorrei sottolineare quanta ignoranza ci sia da parte della gente nel nostro paese in materia di fumetti,illustrazione e animazione : quanti editori italiani e quanti esteri ti hanno contattato?

In italia purtroppo neanche uno, ma neanche io ho mai cercato (giusto qualche sporadico tentativo quando non ero ancora pronto), perché penso di avere uno stile che mal si adatta al mercato italiano dominato da 2 o 3 case editrici un pochino “conservatrici” nelle idee e nello stile. Mi spiego meglio, ho letto il 90% delle serie italiane in vita mia e le adoravo, ma… quando c’è monopolio, c’è aridità di idee…
Mentre dall’estero (soprattutto dal nord america) mi sono arrivate moltissime proposte, per lo più inadeguate devo ammettere, ma almeno si nota sempre un certo fermento e freschezza di idee. E da lì sono arrivati i primi lavoretti illustrativi su cui mi sono fatto le ossa e soprattutto il primo contratto serio (Interagents).


Hai partecipato a fiere o ad eventi sempre e solo da visitatore ?

Solo da visitatore e da rompipalle agli stand degli autori per chiedere pareri sulle tavole e consigli per eliminare i difetti dei miei disegni :)

Secondo te i ragazzi di oggi si stanno allontanando dal mondo del disegno in generale o avvicinando?

In riferimento al fumetto c’è un continuo allontanamento da anni secondo me, mentre in qualche modo è aumentato forse, l’interesse per il disegno in altri campi (da quelli più “grafici”, alle animazioni, ai videogiochi).

Questo ti stimola?

Per il mestiere che voglio fare in realtà un po’ mi deprime, anche perché di anno in anno è sempre più dura (da quello che dicono gli addetti ai lavori), e un esordiente come me che si trova questa desolazione davanti agli occhi, potrebbe preferire cambiar mestiere finchè è in tempo.

Domanda fatidica : il tuo sogno nel cassetto?

Ne ho due: Disegnare una bella graphic novel scritta dal mitico Warren Ellis condita da vagonate di zombie. Questo era il sogno trash… L’altro è riuscire a creare un fumetto cult interamente scritto e disegnato da me, tipo THE GOON di Eric Powell.


2 commenti:

Angela Bondi ha detto...

Mitico G-nomo!!!!
bella intervista :)

Valerio Giangiordano ha detto...

Dovrò iniziare a darti qualche compenso! ahahah grazie^^